Prime Esperienze
Vacanza proibita – Parte 2: Le amiche
29.11.2025 |
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"Ci accasciammo sul pavimento del bagno, quattro corpi sudati, coperti di umori, sperma che colava dal culo di Elena..."
La mattina dopo il “fatto” con Elena, l’aria tra noi era elettrica.A colazione nessuna parola, solo sguardi. Lei sorrideva dietro la tazzina del caffè, io avevo ancora il sapore della sua figa in bocca.
Le altre due ragazze, Roberta e Sara, erano come sempre in bikini minuscoli già dalle nove del mattino.
Roberta: mora, 1,70, tette sode quarta coppa, culo brasiliano da palestra.
Sara: bionda ossigenata, 1,65, corpo minuto ma un culo tondo e alto che sembrava disegnato.
Dopo pranzo gli altri due ragazzi andarono a fare windsurf. Noi cinque restammo in casa: troppa ressa in spiaggia.
«Ragazze, io ho bisogno di una doccia fredda», disse Elena, alzandosi.
Roberta rise: «Ancora? Ieri sera ti sei chiusa in bagno un’ora con l’“attrezzo”…»
Sara fece l’occhiolino: «Tranquilla, tanto lo sappiamo che sei una ninfomane.»
Elena mi lanciò un’occhiata rapida.
«Se vuoi compagnia, il bagno è grande», buttò lì Roberta, scherzando… o forse no.
Dieci minuti dopo sentii la porta del piano di sopra aprirsi e chiudersi. Voci. Risate. Poi la musica alta: reggaeton a tutto volume.
Salii piano le scale. La porta era socchiusa, come sempre.
Entrai.
Il bagno era pieno di vapore.
Tutte e tre nude.
Elena sotto la doccia, Roberta appoggiata al lavandino che si passava il rasoio tra le gambe, Sara seduta sul bordo della vasca con le gambe aperte che si depilava la figa a strisce perfette.
Quando mi videro, nessuna si coprì.
«Ecco il cugino voyeur», disse Roberta ridendo.
Elena spense l’acqua, gocciolando. «Gli piace guardare, ieri ha avuto la prova generale.»
Sara inarcò un sopracciglio: «Ah sì? E com’è andata la prova?»
Elena si avvicinò a me, ancora bagnata, e mi abbassò il costume senza chiedere.
«Diglielo tu.»
Il mio cazzo era già duro.
Roberta fischiò. «Cazzo Ele, non esageravi quando dicevi che tuo cugino è superdotato.»
Sara si alzò, venne vicino, lo prese in mano.
«Posso assaggiare?» chiese a Elena, come se fosse la cosa più normale del mondo.
Elena sorrise: «Purché dopo lo dividiamo.»
Mi ritrovai seduto sul bordo della vasca.
Sara si inginocchiò per prima, lo prese in bocca fino in gola senza preavviso. Roberta si mise dietro di lei e iniziò a leccarle la figa da dietro mentre si masturbava. Elena mi baciava, mi mordicchiava il collo, mi sussurrava all’orecchio:
«Ti piace vedere le mie amiche che ti succhiano il cazzo, cugino?»
Non risposi: stavo già per esplodere.
Elena spinse via Sara. «Tocca a me.»
Si mise a cavalcioni su di me, di spalle, e si infilò il mio cazzo nella figa con un gemito lungo. Roberta si mise davanti a lei, le aprì le gambe e iniziò a leccarle il clitoride mentre io la scopavo da sotto.
«Cazzo… sì… leccami mentre mio cugino mi scopa…»
Sara, non volendo stare fuori, prese il dildo a ventosa (quello di Elena) e lo attaccò al muro. Si mise a pecorina accanto a noi e iniziò a scoparsi da sola, guardando.
Il bagno era un casino di gemiti, schiocchi, acqua che colava ancora dalla doccia.
Roberta si alzò, si girò, mi prese il viso e se lo schiacciò sulla figa rasata.
«Leccami, cugino di Elena. Fammi venire sulla tua lingua.»
La leccai come un affamato mentre Elena continuava a cavalcare, il culo che sbatteva sulle mie cosce.
Poi Elena si alzò, gocciolante dei suoi umori.
«Ragazze… voglio farglielo vedere.»
Si girò verso il muro, mani appoggiate, culo in fuori.
«L’anal non l’ho mai fatto… ma oggi sì. Con lui. Davanti a voi.»
Silenzio. Poi Roberta e Sara si guardarono e sorrisero come due gatte.
Roberta prese il flacone di lubrificante dal mobiletto (ovvio che ce l’avevano).
Sara mi prese il cazzo in mano, lo masturbò piano, lo coprì di lubrificante.
Elena tremava, ma spinse il culo all’indietro.
«Piano… cugino… piano…»
Puntai la cappella al suo buco stretto. Spinsi.
Lei strinse i denti. «Cazzo… brucia… continua…»
Un centimetro alla volta. Roberta le teneva aperte le chiappe, Sara le baciava la schiena, le tormentava i capezzoli.
Quando fui dentro tutto, Elena emise un urlo-gemito che era metà dolore metà estasi.
«Cazzo… sono piena… scopami piano…»
Iniziai a muovermi. Lentissimo.
Roberta si mise sotto di lei in 69, leccandole la figa mentre io la inculavo. Sara si infilò due dita nel culo guardando la scena e si masturbava furiosamente.
Dopo qualche minuto Elena iniziò a spingere indietro da sola.
«Più forte… sì… cazzo… mi piace…»
Aumentai il ritmo. Le sbattevo contro il culo, le chiappe che tremavano a ogni colpo.
Roberta le succhiava il clitoride, Sara era già venuta una volta e ora mi leccava le palle da sotto.
«Voglio sentirlo venire dentro», disse Elena con la voce rotta.
«Niente preservativo stavolta.»
Non serviva chiedere due volte.
La scopai forte, profondo, il suo culo stretto che mi stringeva come una morsa.
Quando sentii arrivare l’orgasmo la afferrai per i fianchi e spinsi fino in fondo.
Sborrai dentro di lei, schizzo dopo schizzo, riempiendole il culo fino a farla traboccare.
Elena urlò, venne anche lei, tremando tutta, la figa che schizzava sulla faccia di Roberta.
Ci accasciammo sul pavimento del bagno, quattro corpi sudati, coperti di umori, sperma che colava dal culo di Elena.
Roberta rise, leccandosi le labbra.
«Benvenuto in vacanza, cugino.»
Sara mi baciò, assaggiando se stessa sulla mia lingua.
«Domani tocca a noi due. Tutte e due insieme. E useremo l’altro buco.»
Elena, ancora con il respiro corto, mi guardò negli occhi e sorrise:
«Ti avevo detto che non era finita.»
E la vacanza era appena cominciata.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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